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Interviste

A Pieve se non hai un soprannome non esisti, ti perdi nelle memorie sfuocate dei tuoi compaesani. Ma “Abo” un soprannome ce l’aveva e camminava fiero per le vie del paese con quella sua andatura di 3/4 tendente al valzer. Graziano “Abo” aveva molti interessi ma in cima a questi stava la sua terra o meglio le bellezze piccole e grandi della sua terra, forse per questo aveva trovato in quella piccola comunità di lavoratori, tutt’altro che ordinari, una sottile vena preziosa al pari degli oratòri e dei teatri della sua amata Pieve. Il viso rotondo e gioviale non deve trarre in inganno: la mente era fine e la memoria precisa come si conviene ad un curatore museale, a una persona che mette ordine tra le cose belle, che dà consigli e che promuove la ricerca. E così fece con la nostra cooperativa nascente, ci accompagnò nei primi scontri con la burocrazia comunale, ci trovò lavori...

Di cosa ti occupi e quando stato il tuo primo incontro con Città Verde? La mia esperienza professionale inizia nel 1988 con la Namari Tennis che dal 2010 diventata Playgrounds Srl di cui sono titolare, una Ditta artigianale che si occupa di impiantistica sportiva. Nel tempo abbiamo abbracciato settori diversi tra cui quello dell’arredo urbano e delle pavimentazioni antitrauma nei giochi per bambini. E qui hai incontrato Città Verde. Esatto. Devo ringraziare un tecnico del Comune che per primo ha intravisto la possibilità di metterci in sinergia. Negli ultimi anni abbiamo riqualificato insieme la maggior parte dei giardini dei plessi scolastici di Ferrara oltre a una serie di altri lavori piccoli e grandi: recinzioni, consulenze, riparazioni. Un’alleanza davvero fortunata. Sul lavoro quando ci si incontra spesso si cresce reciprocamente. C’è qualcosa, dal punto di vista tecnico, in cui l’incontro con Città Verde ha arricchito la tua attività lavorativa? Il settore delle attrezzature per parchi gioco ci era completamente sconosciuto....

Di cosa ti occupi e quando stato il tuo primo incontro con Città Verde? Sono un’educatrice professionale. Coordino da anni l’area S.I.L (Servizio Inserimenti Lavorativi di ASP Ferrara) un servizio trasversale alle tre aree di servizio sociale (minori, adulti, anziani) nato con l’obiettivo di accompagnare le persone “fragili” all’autonomia attraverso il lavoro e gli inserimenti socializzanti. Oltre a ciò sono referente dei CSO (Centri Socio-Occupazionali) per gli accessi e le dimissioni. In queste due vesti ho avuto in più occasioni la possibilità di collaborare con Città Verde. Hai qualche storia da raccontarci di persone che, grazie al tuo e nostro lavoro insieme, hanno conquistato obiettivi oltre le attese? Cerchiamo di portare a chi ci legge esempi pratici di come ciò che facciamo incida davvero sulla vita delle persone. Quando l’abbiamo incontrata per la prima volta Claudia era una ragazza con grossi problemi legati al vissuto personale e alla situazione famigliare. Presentava difficoltà di inclusione e questo rallentava la...

Di cosa ti occupi e quando stato il tuo primo incontro con Città Verde? Mi chiamo Alberto Gallerani, anche se molti mi conosceranno come Cucco, e sono il gestore del chiosco “La Dolce Vita” di Cento, a fianco al Percorso Vita. Conosco bene Città Verde perché ogni giorno, da marzo a novembre, osservo le vostre squadre al lavoro nella manutenzione e pulizia del verde che circonda la mia baracchina. Quanto è importante uno spazio verde, come nel tuo caso il Percorso Vita di Cento, per un’attività commerciale? Quanto la cura di questo bene comune incide sul tuo lavoro? Mantenere al meglio un punto di aggregazione è la prima chiave per garantirne il rispetto e il rispetto porta automaticamente alla tranquillità e alla sicurezza, caratteristiche fondamentali per la mia attività. Entrando al Percorso Vita si ha la sensazione di essere in un bel posto e il beneficio non è soltanto commerciale ma della collettività. Un buon lavoro sul verde...

Di cosa si occupa la Fondazione F.lli Navarra? Negli anni venti del secolo scorso i fondatori decisero di devolvere il loro ingente patrimonio immobiliare a favore dei giovani in agricoltura. Nella sua lunga storia la Fondazione ha sempre tenuto fede a questo scopo attraverso il sostegno all’Istituto Agrario F.lli Navarra e, in parallelo, investendo nella sperimentazione in campo agricolo e agroambientale. Da quanto tempo ci conosci? Conosco La Città Verde da quando incorporò ‘Terra Ferma’, altra importante realtà che con scopi simili ai vostri si interessava di lavoro, socialità e integrazione di persone fragili e occupava da lungo tempo alcuni spazi che poi sono diventati la vostra base. Prima abbiamo preso in gestione un pezzetto dell’ex convitto, poi una parte più grande, poi magazzino e l’orto: non hai paura che di questo passo ci prenderemo tutto un giorno o l’altro? Voi festeggiate i trent’anni di vita ma noi siamo vicini al secolo e abbiamo superato la Guerra Mondiale, figurati...

Di cosa ti occupi e quando hai incontrato Città Verde per la prima volta? Sono architetto, lavoro da circa vent’anni per l’Amministrazione Comunale, prima nel settore urbanistico e ora come responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia. Ho incontrato Città Verde nel 2018, nella doppia veste di professionista e di mamma. Cosa intendi? Il Comune di Ferrara pubblica ogni anno un bando chiamato “Scuole Beni Comuni” che destina contributi a micro progetti partecipativi per la riqualificazione di spazi comuni all’interno delle scuole e dei servizi educativi. Nel 2016 grazie a una bella sinergia tra il comitato dei genitori, insegnanti e alunni, la Scuola Primaria “Bruno Ciari” di Cocomaro di Cona, ha partecipato al bando per la prima volta. Il giardino della scuola era uno spazio ampio, ma poco utilizzato, in parte asfaltato, in parte rivestito da erba sintetica in pessimo stato. L’idea era restituire il giardino, poco alla volta, ai bambini. Abbiamo quindi partecipato al bando nel 2016, nel...

Di cosa ti occupi? Qual è il tuo campo di studio prevalente? Sono docente di Ingegneria Ambientale all’Università di Bologna. Mi occupo nello specifico di materie prime e riciclo dei rifiuti, e di quella che oggi chiamiamo “economia circolare”, oltre ad altri aspetti legati ai temi della sostenibilità non solo ambientale ma anche economico-sociale. Come conosci Città Verde? Da diverso tempo c’è una collaborazione ben avviata tra il mio gruppo di ricerca e Città Verde in merito a studi sul vostro impianto di compostaggio. Nell’estate 2021 in particolare, grazie al lavoro di tre studentesse, abbiamo realizzato una serie di prove per verificare l’effettivo trattamento delle componenti plastiche biodegradabili. I risultati sono stati così significativi da essere presentati a un convegno internazionale a Salonicco. E speriamo presto di tramutarli in una pubblicazione su una rivista scientifica internazionale. Innovazione tecnologica e innovazione sociale, dunque. Potrà secondo te nel futuro esistere una delle due senza l’altra? Lo dicono scienziati...

Ti presenti in due parole? Mi chiamo Giona Tasini, ho 24 anni e sono laureato in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica. Ho tre sorelle, una ragazza che mi sopporta e un paese bellissimo dove vivere, Pieve di Cento. Tifo Virtus Bologna, che è un’altra bella fortuna. Hai meno di trent’anni, sei più giovane della cooperativa. Come lo immagini il mondo prima di Città Verde? Un po’ più povero di belle storie. Non intendo dire che fosse più triste, ma da quando c’è Città Verde, molte persone attraverso l’impegno quotidiano sono risalite dal buio. Ci sono più luoghi riqualificati, altalene inclusive, rifiuti riciclati… Questo nuovo mondo non mi dispiace affatto! Ci sono ancora sfide da vincere secondo te? Trent’anni fa il gruppo di amici che ha fondato Città Verde, aveva l’obiettivo di creare lavoro per persone definite “di serie B” e resta ancora oggi la sfida più grande. E poi ci sono le sfide personali, quelle che ognuno di noi cerca di vincere ogni...

Che cos’è l’ODV Terra Ferma? Terra Ferma è prima di tutto un ‘luogo stabile’ in cui famiglie, operatori scolastici e sociosanitari dalla metà degli anni 80 si sono confrontati e continuano a farlo sui temi della formazione e della disabilità, con lo scopo di puntare all’integrazione e all’inserimento sociale e relazionale dei soci e delle loro famiglie. Quand’è che Terra Ferma ha incontrato Città Verde? Terra Ferma nasce nel 1999 per permettere a 15 giovani frequentanti l’Istituto di Agraria Navarra o corsi di formazione professionale di sperimentarsi attraverso un percorso socio-occupazionale-lavorativo. Nel novembre 2001 l’associazione Terra Ferma crea l’omonima cooperativa sociale e i giovani soci cominciano a lavorare in giardini privati, poi in spazi verdi pubblici a Ferrara e in provincia. Da subito si è presentata la necessità di raccordarsi con altre società cooperative; perciò, nel 2002 abbiamo incontrato La Città Verde e, con diverse cooperative sociali, nel 2005 abbiamo costituito il Consorzio Impronte Sociali. Possiamo dire che sia stato un…...

Di cosa ti occupi e quali sono le tue relazioni di lavoro con Città Verde? Lavoro da circa 25 anni, con diversi intermezzi anche piuttosto lunghi, all’Ufficio Verde del Comune di Ferrara e mi occupo in generale di tutti gli aspetti attinenti alle aree verdi che, come sappiamo, costituiscono una componente molto significativa della nostra città. Con Città Verde, tra le altre cose, collaboriamo alla manutenzione delle aree gioco, più di 130 a Ferrara, dove i bambini possono svolgere in sicurezza una delle attività più importanti per la crescita e lo sviluppo: il gioco, appunto. Sei il nostro principale referente per il Comune da Ferrara da oltre 10 anni. Ti ricordi come eravamo quando ci siamo incontrati e come siamo oggi? Cos’è cambiato? Questi anni sono stati caratterizzati da un vostro sviluppo continuo e significativo. Ho molto apprezzato l’allargamento degli orizzonti che ha caratterizzato la vostra storia e la vostra apertura ai temi ambientali e a quelli...