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Non vedo cura migliore per colmare il distanziamento sociale – Paola Onorati

Di cosa ti occupi e quando hai incontrato Città Verde per la prima volta?
Sono architetto, lavoro da circa vent’anni per l’Amministrazione Comunale, prima nel settore urbanistico e ora come responsabile dello Sportello Unico per l’Edilizia. Ho incontrato Città Verde nel 2018, nella doppia veste di professionista e di mamma.

Cosa intendi?
Il Comune di Ferrara pubblica ogni anno un bando chiamato “Scuole Beni Comuni” che destina contributi a micro progetti partecipativi per la riqualificazione di spazi comuni all’interno delle scuole e dei servizi educativi. Nel 2016 grazie a una bella sinergia tra il comitato dei genitori, insegnanti e alunni, la Scuola Primaria “Bruno Ciari” di Cocomaro di Cona, ha partecipato al bando per la prima volta. Il giardino della scuola era uno spazio ampio, ma poco utilizzato, in parte asfaltato, in parte rivestito da erba sintetica in pessimo stato. L’idea era restituire il giardino, poco alla volta, ai bambini. Abbiamo quindi partecipato al bando nel 2016, nel 2017 e ancora nel 2018, quando è entrata in gioco Città Verde.

Quale incarico ci avete affidato e cosa vi ha spinti a sceglierci, visto che prima di allora non avevamo mai collaborato con la scuola Ciari?
Vi conoscevo di fama grazie al vostro lavoro nell’ambito dell’Urban Center, lo sportello dell’Amministrazione per il coinvolgimento dei cittadini nella riqualificazione degli spazi pubblici. Nel 2018, abbiamo cercato qualcuno capace di realizzare nel giardino scolastico un palco in legno, per rappresentazioni teatrali e lezioni all’aperto, che rispondesse ai criteri di completa accessibilità.
Mi siete subito venuti in mente voi.

Ti sei mai pentita della scelta?
Mai! Città Verde è entrata con un ruolo importante, nel momento di massimo slancio del progetto, quando pubblico e privato, aziende e bambini, genitori e insegnanti si sono trovati a collaborare insieme verso un obbiettivo comune. Un’esperienza di cooperazione, intesa nella sua accezione più estesa di fare comunità. E poi il palco è ancora lì, in ottimo stato, ha ospitato anche la prima ed unica esibizione della “Bruno Ciari Band”, composta dai genitori della scuola che si è costituita in maniera del tutto estemporanea per suonare all’inaugurazione del nuovo giardino completato nel 2019. Direi che avete fatto un ottimo lavoro!

Credi, come madre e come professionista, che la cooperazione sociale avrà un ruolo centrale nel prossimo futuro?
Non posso prevederlo, ma lo auspico, perché senza dubbio la cooperazione rappresenta una grande risorsa sottoutilizzata. Crea comunità, mette in rete le persone e le loro competenze, consente di condividere i bisogni, di promuovere un’idea vincente: “Se lo facciamo bene e insieme, possiamo ottenere grandi risultati.” Non vedo cura migliore per colmare il distanziamento sociale e ridurre il forte individualismo prodotto dalla crisi pandemica.

Quali aspetti può migliorare Città Verde e più in generale il mondo della cooperazione nel “raccontarsi” non tanto agli enti pubblici ma ai privati cittadini?
Servirebbero a mio avviso più azioni sul campo, iniziative concrete per consentire alle persone di scoprire chi siete, incontrare gli operatori che lavorano con voi. In una società così abituata a comunicare a distanza, la vostra realtà basata su progetti e relazioni può essere un inestimabile valore aggiunto.

Un augurio e un consiglio per i nostri trent’anni?
Allargare le vostre competenze e la presenza sul territorio. Continuare sulla strada che avete intrapreso, che appoggio in pieno. Un consiglio, provare a instaurare più contatti diretti possibili, per farvi conoscere anche in mondi che ancora non hanno avuto il piacere di fare la vostra scoperta.

Paola Onorati – architetto, responsabile dello sportello unico per l’edilizia del comune di ferrara