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Il passaggio all’età adulta per i ragazzi svantaggiati rappresenta un problema – Tullio Monini

Che cos’è il “Progetto Ponte”?
Oggi in provincia di Ferrara, ci sono più di 1700 bambini e ragazzi con certificazione di disabilità ai sensi della Legge 104/92. Parliamo del 4% della popolazione delle scuole primarie ma, questo il dato “nuovo”, di oltre il 3% delle studentesse e studenti degli Istituti Superiori. Grazie al lavoro di educatori, insegnanti di sostegno e dell’intera comunita l’integrazione scolastica delle persone con disabilità, che trent’anni fa si esauriva alle medie inferiori, copre oggi l’intero ciclo di studi, fino all’esame di maturità.

Un grande risultato. Ma che succede dopo?
Un bel problema per ragazzi e famiglie. Il passaggio dalla vita scolare all’età adulta per i ragazzi svantaggiati e per le loro famiglie rappresenta un problema con la “P” maiuscola, uno scalino altissimo, spesso insormontabile. Dal 2011 al 2020, anno del mio pensionamento, sono stato Responsabile del Servizio di Integrazione Scolastica Disabili e Stranieri del Comune di Ferrara e ho constatato come al grande investimento di fondi e persone dedicato all’integrazione scolastica purtroppo non corrisponda un uguale investimento per gli anni successivi. Occorreva uno strumento che aiutasse i ragazzi con disabilità a passare con minori difficoltà dallo status di studenti a quello di giovani adulti.

Un ponte, in pratica.
Il “Progetto Ponte” nasce proprio da queste considerazioni, dall’idea che fosse inutile costringere i ragazzi con disabilità a “studiare” l’italiano e il latino ma che fosse piuttosto necessario aprirli al mondo, proponendo loro attività non tradizionali, laboratori di gruppo a forte caratterizzazione manuale, spazi di incontro e di socialità, sperimentando il prima possibile percorsi futuri di possibile inclusione lavorativa. Qui è entrata in gioco Città Verde.

Cosa abbiamo apportato di nostro al progetto?
Città Verde ha arricchito il “Progetto Ponte” con il concetto vincente di “lavoro di gruppo”. È grazie alla vostra capacità di creare spazi non solo lavorativi ma anche di connessione fra le persone che le attività del Progetto hanno permesso ai ragazzi di valorizzare le relazioni fra loro in un’età dove, le famiglie con figli disabili lo sanno bene, diventa molto difficile anche mantenere una rete di rapporti con i propri coetanei. Inoltre Città Verde ha saputo tenere insieme la rete del Progetto Ponte, coinvolgendo nuovi soggetti e ampliando le opportunità a disposizione dei ragazzi.

Che futuro vedi per l’inserimento di soggetti svantaggiati nel mondo del lavoro? E per la cooperazione sociale in generale?
Credo sia impensabile immaginare una reale inclusione professionale senza un serio intervento economico da parte del pubblico. Nessuna azienda può permettersi di accogliere per tre o quattro mattine la settimana lavoratrici e lavoratori capaci di offrire piccoli contributi rispetto a una produttività “normale” a meno che i costi educativi di tutto questo non vengano presi in carico dall’ente pubblico. Sulla cooperazione sociale in generale osservo come negli ultimi tempi abbiamo assistito a numerosi accorpamenti di cooperative che hanno dato luogo a soggetti sempre più grandi che fatalmente rischiano di smarrire l’identità originaria e il proprio radicamento sui territori. Auspico un futuro fatto di cooperative come la vostra, con una ben radicata cultura d’impresa affiancata da una mission chiara e da uno spiccato senso di appartenenza.

Abbiamo compiuto trent’anni. Ti va di farci un augurio?
È una bella età ma bisogna iniziare a pensare al futuro! Il mio augurio è che possiate continuare a lavorare ancora a lungo con il gruppo storico ma creando da subito le condizioni perché non solo le competenze ma anche l’esperienza cooperativa e la vostra storia non si ripieghino su se stesse ma vengano trasmesse a una nuova generazione di operatori che sviluppi inclusione con la stessa passione e competenza che ho conosciuto in voi in questi anni.

Tullio Monini – ex responsabile dell’ufficio integrazione disabili, servizi scolastici educativi e per le famiglie del Comune di Ferrara